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RIFORMA DELLA DISCIPLINA
RIFORMA DELLA DISCIPLINA
Proposte di radicali modifiche all’art.50:
a) la violazione disciplinare non dev'essere più concepita come una violazione a danno dell'Ordine (quindi con esclusione della partecipazione del cliente danneggiato). La violazione dev'essere concepita come plurioffensiva. Parti offese partecipanti a pieno titolo al p.d. debbono essere l'Ordine ed il cliente danneggiato .
a) la violazione disciplinare non dev'essere più concepita come una violazione a danno dell'Ordine (quindi con esclusione della partecipazione del cliente danneggiato). La violazione dev'essere concepita come plurioffensiva. Parti offese partecipanti a pieno titolo al p.d. debbono essere l'Ordine ed il cliente danneggiato .
b.- i Consigli di disciplina, cui spetta la vigilanza sul codice deontologico e sui doveri di legge, debbono essere composti da commercialisti (preferibilmente in minoranza), e da rappresenti della società (preferibilmente in maggioranza).
E' ciò che sostengo e propongo da 15 anni. scontrandomi con l'assenza di lungimiranza della Categoria..
I consigli di disciplina domestici normalmente non funzionano, non possono funzionare mai ed in nessuna part del pianeta, perché sono inquinati dai rapporti clientelari tra giudicanti e giudicati.Basta pensare alla risibile "repressione" della pedofilia nella Chiesa Cattolica.
Ha cominciato, finalmente!, a scalfire il principio dei collegi disciplinari domestici la Camera dei deputati che il 16/01/2025 ha approvato l'AD governativo n.1917 che ha approvato in prima battuta l'AC 1917, (governativo), di riforma dell'OG. La riforma prevede un'Alta Corte Disciplinare composta da nove sei magistrati, (sei giudici e tre pm), quindi maggioranza, ed anche da una minoranza di sei non magistrati (tre professori e tre avvocati).
Noi commercialisti stiamo continuando a far finta di credere che qualcuno si possa bere (ma nessuno se la beve, con risate), che i nostri consigli di disciplina garantiscano (ma chi ci crede?)
- La p preparazione professionale degli iscritti negli albi
- l'assoluta correttezza tecnica e deontologia della prestazione e del comportamento del professionista;
- l''equità della parcella.
- Se fosse vero (e se la gente ci credesse) , non esisterebbero CAF ne abusivi di nessun tipo, e tutti correrebbero a farsi assistere da no anche a detrimento di altre figure professionali a npoo concorrenziali.
OCCORRE dunque NON sprecare l'occasione, e costruiamo una disciplina non domestica.
Avremo contro almeno due tipologie di personaggi:
a.- Coloro che accettano incarichi senza averne la specifica preparazione, e li svolgono in maniera disastrosa. Di costoro certamente possiamo fare a meno,e cancellarli dai nostro albi;
b.- Consiglieri di Ordine propensi ad usare le denunzie clientelarmente. Questi ultimi sono ancora più immorali e pericoloso dei primi: magari potessimo eliminarli!
b.- Consiglieri di Ordine propensi ad usare le denunzie clientelarmente. Questi ultimi sono ancora più immorali e pericoloso dei primi: magari potessimo eliminarli!
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Ebbene, nessuna di queste garanzie è credibile, ed in fatto non è creduta (anzi, considerata risibile), fino a quando la sorveglianza per assicurare le tre cose dette, insomma la sorveglianza sul codice deontologico (ma chi ci crede?), sarà affidata ad un elettivo ed interno alla categoria. Il livello morale dell’Italia intera (siamo nel 2014), è giunto così in basso che in ogni ambito (professionale, ma anche impiegatizio, ecc.), l’eletto (o chi aspira ad essere eletto), difficilmente e raramente sacrifica la propria aspettativa di consenso al rispetto della legge.
Comunque: può attendersi d’avere giustizia un consumatore che litiga col salumiere da un collegio di salumieri ?
Dunque per tentare con significativa aspettativa di successo presso la pubblica opinione come un Ordine che dà o potrà dare le tre garanzie minime sopra citate occorre che il collegio disciplinare sia indipendente (come è o dovrebbe essere l’AGO), e per essere indipendente (e non dipendente dalla colleganza e dagli do ut des interni), per essere ed apparire indipendente non può assolutamente essere formato da chi, colleghi di una parte in causa, è di fatto in perfettissima condizione di incompatibilità.
Infine si propone anche che ai lavori del collegio partecipi a pieno titolo, come nei processi penali, anche la parte lesa.